BitTorrent anonimo con BitBlinder

bitblinder

Come molti prevedevano, il continuo accanirsi dell’industria dei media contro chi scarica materiale coperto da copyright tramite i circuiti P2P non fa altro che aguzzare l’ingegno di utenti e sviluppatori.

Ecco qui un nuovo software opensource, BitBlinder, che rende anonimi non solo la navigazione web e (in futuro) l’uso dell’email, ma soprattutto i trasferimenti di file con il protocollo BitTorrent.

Sebbene infatti fosse già possibile usare Internet con strumenti che fanno perdere le tracce della nostra attività in rete come TOR, i trasferimenti BitTorrent risultavano molto lenti. BitBlinder promette di velocizzare la trasmissione dei file utilizzando un nuovo modello di rete P2P. Inoltre BitBlinder crittografa i dati trasmessi, consente di bypassare molti filtri imposti da provider o gestori di reti, di navigare anonimamente con un proprio browser e per il futuro promette nuove funzionalità, come ad esempio l’email anonima e criptata.

Attualmente BitBlinder è disponibile gratuitamente per Windows, e lo sarà a breve per Mac OS X. Purtroppo al momento per poterlo scaricare bisogna mettersi in coda inserendo il proprio indirizzo email sul sito e attendere pazientemente.

Via Techmeme/TorrentFreak.

Le case discografiche si arrendono al P2P

Al Midem di Cannes, presentando il “Digital Music Report 2009”, in cui risulta chiaramente che (ancora) oggi il 95% della musica scaricata on line è illegale, le major discografiche, insieme alle loro principali associazioni, gettano infine la spugna nella guerra contro il peer-to-peer, i pirati, e tutti quelli che scaricano musica senza pagare. Si sono resi finalmente conto che la strada da seguire è un’altra, rendere disponibili i brani facilmente, a prezzi bassi e senza lucchetti (DRM).

Ecco qualche citazione dei rappresentanti delle major, ma vi consiglio di leggere l’articolo di Repubblica completo.

“Il file sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di ricavi.”

“La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C’è bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing.”

“Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più.”

“Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare liberamente la musica, l’industria potrebbe guadagnare 500 milioni di euro al mese.”

Da Repubblica.it

AGGIORNAMENTO: Consiglio anche di leggere l’interessante commento di Stefano Quintarelli.

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Aggiornamento sui redditi online

Mercoledì quella dei redditi degli italiani pubblicati online è diventata la notizia del giorno. La sera stessa i dati sono stati rimossi dal web, anche se la pubblicazione sarebbe legale in base ad una legge del 1973 (quando Internet in pratica non esisteva), e il Garante della Privacy ha negato di aver dato la sua autorizzazione. Tutti hanno detto la loro (politici, stampa, blogger, ecc. – Grillo compreso). Tra ieri e oggi tutta la stampa ne parla, così come del fatto che in gran parte questi dati sono stati scaricati da molti e condivisi sui circuiti peer to peer (P2P).

Una curiosità: il serio e professionale Il Sole 24 Ore ha addirittura pubblicato da poco un articolo con le istruzioni dettagliate di un “esperto di informatica” per installare eMule e scaricare i dati a disposizione.