Ubo Iconset: icone disegnate a mano per Ubuntu

Ubo Iconset è un bellissimo set di icone disegnate a mano dall’artista russo Max Orloff con una penna a sfera.

Ubo Iconset have been made by russian artist, and unlike some other iconsets which are made using professional graphics softwares like GIMP, these are completely hand made , using ballpoint pen and scanned, and colored later in GIMP, thus they appear bit rustic, crude, rough as compared to other iconset, but bring a breath of fresh air and uniqueness to the iconset available on Linux platform, additionally, it adds touch of humanness to the theme.

Ancora in versione alfa ma molto originale e promettente.

Può essere scaricato da qui: gnome-look.org – ubo icons theme

via LINUX ON DESKTOP: Ubo Iconset : Ballpoint pen made, Handmade Iconset for Ubuntu.

System Load Indicator – carico di CPU, rete e memoria su Unity

Una delle cose che più mi mancavano del pannello di Gnome su quello di Unity del nuovo Ubuntu 11.04 Natty Narwhal era l’indicatore del carico di sistema (CPU, rete e memoria).

Ora è arrivato questo port, System Load Indicator, ancora in fase di sviluppo, e non ancora disponibile su repository, neppure PPA. Tenete d’occhio la sua pagina per i prossimi sviluppi.

Via Network, Memory And CPU Usage Indicator For Ubuntu: System Load Indicator ~ Web Upd8: Ubuntu / Linux blog.

AGGIORNAMENTO (01/06/2011): Attenzione, in molti casi questo programma causa un anomalo ed esagerato uso di memoria (memory leak) da parte del processo compiz. Sul mio PC dopo 6 ore compiz arrivava ad usare 2,3 GB (!) di memoria, riempiendo la RAM e lo swap, e rendendo il PC praticamente inutilizzabile. Dopo averlo disinstallato compiz rimane costantemente sotto i 320 MB. Per ulteriori informazioni, aggiornamenti e possibili soluzioni vedi qui: indicator-multiload causes a memory leak in compiz when run under unity.

Errore “pacchetto di cattiva qualità” installando pacchetti su Ubuntu 11.04

Sto provando la daily build di Ubuntu 11.04 Natty Narwhal.

Al di là della forzatura ad usare il desktop manager Unity invece di quello standard di Gnome, cosa sulla quale spero di scrivere qualcosa nei prossimi giorni, ho visto che ci sono un po’ di difficoltà ad installare alcuni pacchetti non presenti nei repository ufficiali, dopo averli scaricati dai rispettivi siti.

I software sui quali vedo presentarsi il problema sono Adobe Reader, Skype, Dropbox, TeamViewer, Google Chrome Google Talk Plugin e CrossOver, ma probabilmente la cosa succede con molti altri. I file .deb scaricati vengono aperti automaticamente dal programma software-center (o Gestore pacchetti) che dopo un po’ segnala l’errore Il pacchetto è di cattiva qualità – L’installazione di un pacchetto che viola gli standard qualitativi non è consentita… (in iglese The package is of bad quality – The installation of a package which violates the quality standards isn’t allowed…) e non può quindi completare l’installazione.

Questo errore è causato da un modulo incluso in software-center, chiamato Lintian, che controlla la congruenza dei pacchetti. Probabilmente verrà risolto prima del rilascio della versione 11.04 definitiva alla fine di aprile.

E’ comunque molto semplice bypassare il problema, in quanto gli stessi pacchetti possono essere installati sia con dpkg, che con gdebi, oppure anche con synaptic (Gestore pacchetti).

Per installare un file .deb con dpkg, da terminale, usare il comando:

sudo dpkg -i /<percorso>/nomepacchetto.deb

Con gdebi, invece:

sudo gdebi /<percorso>/nomepacchetto.deb

Per installarli con synaptic invece bisogna aprire il programma e aggiungere i pacchetti dal menù File -> Aggiungi pacchetti scaricati, dopodiché questi saranno presenti nell’elenco ed installabili.

Come installare LibreOffice su Ubuntu via repository

Quasi due ani dopo l’acquisizione di OpenOffice.org da parte di Oracle crescono il malcontento degli sviluppatori e la preoccupazione degli utenti e dei manutentori delle principali distribuzioni Linux che installano come suite di produttività questa che è la più diffusa tra quelle open source.

L’alternativa ad oggi più promettente è il fork di OpenOffice chiamato LibreOffice. Tanto che sia Ubuntu che Fedora e openSUSE hanno già deciso di passare a quest’ultima.

LibreOffice, che proprio in questi giorni è arrivato alla versione 3.3.0, è ancora ovviamente molto simile al suo fratellastro, ma già presenta alcune significative migliorie, tra le quali – ad esempio – l’importazione di documenti nei formati Microsoft Works, Lotus Word Pro e soprattutto PDF.

Chi volesse provare la nuova suite  può farlo, sia su Linux, Mac OSX e Windows, scaricandola dal suo sito.

Per chi invece utilizza Ubuntu e la vuole installare invece tramite repository, godendo di tutti i vantaggi che questo offre – installazione di tutti gli altri pacchetti necessari (dipendenze) e aggiornamenti automatici in primis, può farlo grazie al metodo che indico qui sotto.

Attenzione perché 1) il repository utilizzato non è ancora ufficiale ma un PPA e 2) questa procedura rimuove automaticamente OpenOffice.

  1. Aggiungere il repository PPA, con il comando:
    sudo add-apt-repository ppa:libreoffice/ppa
  2. Aggiornare il database dei pacchetti:
    sudo apt-get update
  3. Installare i pacchetti necessari:
    sudo apt-get install libreoffice libreoffice-gnome libreoffice-help-it libreoffice-l10n-it

via iManiacs/Lex Naturalis

Rapid Photo Downloader per Linux – scaricare rapidamente le foto da macchine fotografiche o schede

Rapid Photo Downloader per Linux è uno strumento molto comodo e veloce per scaricare foto e video da macchine fotografiche, schede di memoria o altri dispositivi.

Può essere configurato molto facilmente per suddividere i file scaricati in cartelle secondo la data o altri dati a piacimento, così come è possibile rinominarli in molti modi diversi. Si può anche fare un backup automatico, ad esempio su un disco esterno, e molte altre cose.

Il software, gratuito e open source, può essere scaricato dal sito di Damon Lynch, il fotografo che lo ha scritto, o installato rapidamente, ad esempio su Ubuntu 9.10 o più recente, con i comandi:

sudo add-apt-repository ppa:dlynch3
sudo apt-get update
sudo apt-get install rapid-photo-downloader

N.B.: I riquadri grigi nella schermata corrispondono ai file raw (.NEF) di cui il programma non è in grado di visualizzare l’anteprima.

Come installare VMware Server 2 su Ubuntu, Fedora, openSUSE con kernel 2.6.3x

Per far funzionare VMWare Server 2 sui kernel 2.6.31 o 2.6.32 delle distribuzioni Linux più recenti, come Ubuntu 10.04 Lucid Lynx, Fedora 12 e OpenSUSE 11, sorgono nuovi problemi oltre a quelli già risolti per le versioni precedenti.

Radu Cotescu ha scritto un ottimo script che automatizza l’installazione del software e delle patch sulle queste diverse distribuzioni – ed eventualmente anche su qualche altra, e che ho provato con successo su Ubuntu Lucid.

Per l’installazione occorre:

  1. scaricare VMWare Server 2.0.1 o 2.0.2 in formato .tar.gz.
  2. scaricare lo script di Radu,
  3. eseguire lo script nella stessa directory in cui si trova l’archivio di VMWare Server (il cui percorso non deve contenere spazi) o fornendogliene il percorso.

Per ulteriori dettagli, particolarità o commenti, vedere il sito dell’autore dello script:

How to install VMware Server on the 2.6.31 Linux kernel :: Ubuntu, Fedora, openSUSE | Radu Cotescu.