Errore “Hai lanciato una vecchia versione di Firefox” su Ubuntu

Da un po’ di tempo, quando lancio Firefox sul mio PC Ubuntu 19.04 mi compare un messaggio che dice (in inglese) “You’ve launched an older version of Firefox”, e mi avvisa che questo potrebbe rovinare i miei preferiti e la mia cronologia di navigazione, per cui mi obbliga a creare un nuovo profilo o a rinunciare.

Certamente è possibile creare un nuovo profilo, e – a patto che abbiamo attivato in precedenza la sincronizzazione – importarvi i preferiti, la cronologia, riaprire le schede lasciate aperte, ecc., ma questo è un po’ scomodo, anche perché al prossimo aggiornamento del programma saremmo punto e a capo.

Il problema sembra causato da un bug introdotto nel pacchetto compilato per Ubuntu, ma è facilmente risolvibile: è sufficiente individuare sul disco il proprio profilo salvato dal browser, solitamente, su Linux, in

~/.mozilla/firefox/<stringacasuale>-default/ 

(https://support.mozilla.org/it/kb/Profili#w_individuare-la-cartella-del-profilo), editare il file compatibility.ini in esso contenuto svuotandolo, e modificarne i permessi in sola lettura, ad es. col comando

chmod 400 compatibility.ini

(https://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/PermessiFile).

Da www.reddit.com.

Se Linux modifica l’ora del BIOS…

Se avete un PC con dual boot Windows/Linux, e vi succede che, pur avendo impostato ora e fuso orario correttamente sia nel BIOS che sui due sistemi operativi, dopo aver utilizzato Linux, su Windows l’ora ricompare sbagliata (portata indietro all’orario UTC, quindi – in Italia – di una o due ore a seconda che sia in vigore l’ora solare o quella legale), scoprirete anche, entrando nelle impostazioni del BIOS, che pure qui è stata portata indietro.

Questo è un problema comune nei sistemi dual boot con Windows e Linux, e si risolve o impostando l’ora di Windows in modo che utilizzi UTC (questo si fa con una modifica del registro di sistema, vedi https://superuser.com/questions/975717/does-windows-10-support-utc-as-bios-time), oppure dicendo a Linux di usare l’ora locale anziché UTC.

Per questa seconda opzione nei sistemi basati su Debian (quindi anche Ubuntu, Mint, Elementary OS) occorre editare il file

/etc/default/rcS

inserendovi la riga

UTC=no

Su Arch Linux, invece, va utilizzato questo comando:

timedatectl set-local-rtc 1

(vedi https://wiki.archlinux.org/index.php/time)

Sorgente: Linux changes BIOS time. | UDOO Forum

Come installare Enlightenment E19 su Ubuntu 14.04, 14.10 e Linux Mint 17

e19Enlightenment è un window manager (o desktop environment) per Linux e altri sistemi operativi, ma anche una serie di librerie per sviluppare interfacce utente per PC desktop e dispositivi mobili.

Non è presente nei repository di Ubuntu o Linux Mint, ma può essere installato lanciando da un terminale (Ctrl + Alt + T) questi semplici comandi:

sudo apt-add-repository ppa:niko2040/e19
sudo apt-get update
sudo apt-get install enlightenment

Da www.noobslab.com.

Come installare Spotify in Ubuntu 12.04 e 12.10

spotify2

Spotify è il più utilizzato servizio di musica in streaming al mondo, e da ieri è disponibilie anche in Italia.

Per fruire della musica di Spotify ci sono app ufficiali per dispositivi mobili, un player web ancora in beta, e applicazioni desktop per MacOS, Windows e Linux.

La versione per Linux è ancora in versione sperimentale (preview), e viene fornita al momento solo per Debian/Ubuntu, su cui può essere installata con i seguenti semplici passi:

Aprire, dalla Dash di Unity, Sorgenti Software, cliccare su Altro software, poi su Aggiungi… e inserire:

deb http://repository.spotify.com stable non-free

poi Aggiungi sorgente e Chiudi (in alternativa si può aggiungere la stessa riga nel file /etc/apt/sources.list).

Ora, da una finestra di terminale, aggiungere la chiave pubblica del repository:

sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 94558F59

Infine aggiornare il database dei repository e installare il client:

sudo apt-get update && sudo apt-get install spotify-client

A questo punto la nuova applicazione potrà essere lanciata dalla Dash di Unity come tutte le altre.

Su un altro paio di distribuzioni Linux ho verificato che funziona benissimo la versione per Windows del software installata in Wine.

Via OMG! Ubuntu!/Spotify.

Glances, un nuovo monitor di sistema per Linux

Glances è un nuovo software libero con interfaccia testuale, sviluppato in Python, per monitorare computer Linux e BSD.

Ricorda un po’ top e htop, ma – anche rispetto a quest’ultimo, il più completo dei due – ha parecchie cose in più. Ad esempio visualizza anche l’occupazione dei dischi, il loro throughput, il traffico di rete, e soprattutto evidenzia in colori diversi, a prima vista (come dice il nome stesso) le grandezze che superano soglie predeterminate.

Glances è disponibile nei repository di diverse distribuzioni, ma non ancora in quelli di Ubuntu o Mint, sui quali può essere comunque facilmente installato, ad esempio tramite il gestore di pacchetti Python PyPi. In questo caso i comandi da eseguire sono:

sudo apt-get update
sudo apt-get install python-pip build-essential python-dev
sudo pip install Glances

A questo punto, lanciando il comando glances, vedremo un output simile a questo:

glances

I colori, in scala, dal verde al rosso, evidenziano i valori che superano le soglie d’attenzione.

Alcuni tasti speciali poi permettono di dare alcuni comandi: col tasto A, ad esempio, i processi vengono ordinati automaticamente a seconda di quale è il parametro più critico (CPU, IO o memoria), con C vengono invece ordinati per utilizzo di CPU, con M per occupazione di memoria, ecc. L’elenco completo dei comandi compare premendo il tasto H.

Glances funziona anche in modalità client/server, lanciandolo con glances -s sulla macchina da monitorare, e con glances -c @server su quella nella quale vogliamo visualizzare i dati.

Il comportamento del programma è altamente configurabile tramite il file /etc/glances/glances.conf. Questo file però non sarà presente sul vostro sistema se avete installato tramite PyPi, e in tal caso potrete scaricarne un modello da https://gist.github.com/4647457.

Via Linuxaria.

Come installare Picasa 3.5 su Linux

picasalogo.gif

Picasa 3.5, di cui ho scritto qualche giorno fa, è uscito per Windows e Mac OS X, mentre per Linux è rimasto alla versione 3.0, quindi non offre le funzionalità di riconoscimento facciale e geotagging.

Dal momento però che Picasa per Linux funziona sotto Wine (si tratta della versione per Windows installata tramite questo software di emulazione), è semplicissimo aggiornare la versione 3.0 alla 3.5 secondo queste istruzioni fornite da OMG! Ubuntu!:

OMG! Ubuntu! – Install Picasa 3.5 in Linux

Essenzialmente si tratta – una volta presente la 3.0 per Linux – di installare manualmente la versione 3.5 per Windows con Wine  e infine di copiare il contenuto della nuova installazione sulla precedente installazione della 3.0.

Via Lifehacker/OMG! Ubuntu!

Rilasciato Ubuntu 9.10 Karmic Koala Alfa 5

ubuntulogo.png

La prossima futura versione di Ubuntu uscirà in ottobre, ma ne è già disponibile la quinta versione preliminare, la Alfa 5.

Questa release è basata sul kernel 2.6.31-rc5, contiene le ultime versioni di GNU e KDE e aggiornamenti di X.Org e altri pacchetti. Inoltre fornisce il client P2P Ubuntu One e il sistema di cloud computing Ubuntu Enterprise Cloud (UEC).

Al solito, chi vuole provare – a proprio rischio – il nuovo Karmic Koala sul proprio PC, può farlo già da subito scaricando l’immagine del CD della Alfa 5 dal sito di Ubuntu. Oppure, se vuole aggiornare la propria 9.04, eseguendo il comando

sudo update-manager -d

Via Phoronix.

Cercare su Wikipedia dalla riga di comando

ricerca-wikipedia-da-riga-di-comando

Per chi vuole cercare velocemente qualcosa su Wikipedia senza neanche aprire il browser questa è comodissima!

Dig è un programma per Unix/Linux che permette di fare ricerche sul DNS (Domain Name System). Qualcuno ha creato un’interfaccia che restituisce il sommario di un articolo su Wikipedia utilizzando il comando con questa sintassi:

dig +short txt <parola_chiave>.wp.dg.cx

Funziona su Linux. Per poterlo usare su Windows bisogna installare Cygwin.

Geniale!

Via Lifehacker/commandlinefu.

Visualizza graficamente cosa succede all’avvio di Linux con Bootchart

Bootchart è un programma che analizza l’avvio di Linux e rappresenta su un grafico l’occupazione di CPU, l’utilizzo del disco e tutti i processi con relativi tempi e dipendenze.

Perfetto per ottimizzare l’avvio del PC o anche solo per curiosità.

Ecco un grafico d’esempio generato sul mio PC (cliccare sull’immagine per ingrandirla).

bootchart-grafico-avvio

E’ disponibile gratuitamente con licenza GNU GPL, in versione sorgente o compilata per le per le principali distribuzioni. E’ anche presente nei repository di Debian e Ubuntu, sui quali quindi per installarlo è sufficiente il comando

sudo apt-get install bootchart

Una volta installato, al riavvio successivo salverà il grafico nella directory /var/log/bootchart/.

Via go2linux.org.

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Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope Alpha 5

Wubi
Image via Wikipedia

E’ stato pubblicato da poche ore Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope Alfa 5 (versione ancora lontana dalla definitiva, che sarà rilasciata in aprile).

Le immagini e i torrent possono essere scaricate qui:

http://cdimage.ubuntu.com/releases/jaunty/alpha-5/

ma in questo momento mi sembra un’impresa ardua (per fortuna sono riuscito a scaricarlo prima della notizia ufficiale sul sito di Ubuntu, ancora grazie a Twitter e TweetDeck).

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