Come installare il plugin Adobe Flash su Fedora 23

Il plugin Adobe Flash non è incluso in Fedora perché non è free né opensource, ma spesso c’è bisogno di installarlo per visualizzare contenuti multimediali nel browser.

Ci sono vari modi per installarlo, tra cui lo scaricamento diretto dal sito di Adobe. Il modo più comodo forse è tramite Fedy, comodissimo strumento che permette di installare su Fedora parecchi pacchetti non inclusi nella distribuzione (qui le istruzioni per installarlo).

Se invece si vuole installare il plugin senza altri software, lo si può fare direttamente da riga di comando con questi due semplici passaggi.

  1. Aggiungere il repository di Adobe:
    # Per Fedora a 32-bit x386
    rpm -ivh http://linuxdownload.adobe.com/adobe-release/adobe-release-i386-1.0-1.noarch.rpm
    rpm --import /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-adobe-linux
    
    # Per Fedora 64-bit x86_64
    rpm -ivh http://linuxdownload.adobe.com/adobe-release/adobe-release-x86_64-1.0-1.noarch.rpm
    rpm --import /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-adobe-linux
  2. Installare il pacchetto
    dnf install flash-plugin nspluginwrapper alsa-plugins-pulseaudio libcurl

Una volta installato è sufficiente riavviare il browser per vederlo in funzione.

Via: gamblisfx.com

 

Come installare Enlightenment E19 su Ubuntu 14.04, 14.10 e Linux Mint 17

e19Enlightenment è un window manager (o desktop environment) per Linux e altri sistemi operativi, ma anche una serie di librerie per sviluppare interfacce utente per PC desktop e dispositivi mobili.

Non è presente nei repository di Ubuntu o Linux Mint, ma può essere installato lanciando da un terminale (Ctrl + Alt + T) questi semplici comandi:

sudo apt-add-repository ppa:niko2040/e19
sudo apt-get update
sudo apt-get install enlightenment

Da www.noobslab.com.

Come riavere l’icona di Dropbox in Ubuntu 14.04 (e 13.10)

A causa – pare – di un bug presente per la prima volta in Ubuntu 13.10, spesso capita che l’icona di Dropbox non compaia sul pannello superiore di Ubuntu, anche nella versione 14.04.

Per farla ricomparire è sufficiente installare il pacchetto libappindicator1, ad esempio con il semplice comando (da terminale):

sudo apt-get install libappindicator1

e chiudere e riaprire la propria sessione, oppure riavviare.

Via How To Solve: No Dropbox Icon In Ubuntu 13.10 & 14.04.

Come aggiornare Linux Mint 14 Nadia alla versione 15 Olivia

linux-mint-poweredGli aggiornamenti di Linux Mint da una versione a quella successiva non sono automatici come ad esempio per Ubuntu. Mint infatti ha un approccio più cauto e conservativo verso gli upgrade, e i suoi manutentori criticano l’automatismo di Ubuntu, consigliando di eseguire, se proprio necessario, un fresh upgrade.

Se invece sapete quello che fate, e avete già messo al sicuro i vostri dati importanti, l’aggiornamento da Mint 14 Nadia alla release 15 Olivia può essere eseguito molto semplicemente (sempre, a meno di inconvenienti) con pochi comandi.

Innanzitutto bisogna sostituire nel file /etc/apt/sources.list, che contiene i riferimenti ai repository da utilizzare, i nomi dei vecchi con quelli dei nuovi. La cosa può essere fatta manualmente, aprendo il file con un editor di testo e sostituendo ogni occorrenza del nome “nadia” con “olivia”, e – dato che alcuni archivi sono in comune con Ubuntu – di “quantal” con “raring”, oppure automaticamente con questi due comandi:

sudo sed -i 's/nadia/olivia/' /etc/apt/sources.list
sudo sed -i 's/quantal/raring/' /etc/apt/sources.list

A questo punto si può fare un aggiornamento degli archivi ed eseguire l’aggiornamento:

sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade

e riavviare:

sudo reboot

Via Linuxg.net.

Ripulire il PC dai trojan arrivati con false email vodafone.it

Nei giorni scorsi molti hanno ricevuto dei messaggi di posta elettronica da indirizzi del tipo 0347xxxxxx@vodafone.it, con oggetto simile a “messaggio Wed, 5 Jun 2013 05:30:30 +0800”, e contenenti solo un file .zip allegato, con un nome di questo genere: “image_927599531510.zip”.

Chi abbia avuto la brillante idea di aprire l’archivio e di eseguire il file contenuto, mascherato da immagine JPEG, ma in realtà un programma .exe eseguibile su Windows, ha installato sul suo PC un trojan che fa un po’ di danni. Si tratta di un malware identificato con nomi diversi dai vari produttori di antivirus (Trojan.Zbot, Troj/VB-GOU, PWS:Win32/Zbot, Trojan-Dropper.Win32.Demp.psw, Trojan.GenericKD.1030151, ecc.) che si installa nella directory “Dati applicazioni” nel profilo dell’utente, e si aggiunge al registro di configurazione per partire all’avvio del PC.

Quando entra in funzione, il trojan modifica le impostazioni di rete del PC e installa un proxy, in modo da deviare le connessioni di alcuni programmi a suo piacimento. In particolare, non funzioneranno più Internet Explorer, gli aggiornamenti di Microsoft Security Essentials, e altri.

Molti programmi antivirus e antispyware non lo rilevano ancora, mentre viene rimosso senza problemi e molto semplicemente dal Sophos Virus Removal Tool.

Per scaricare quest’ultimo, dal momento che Internet Explorer sul PC infetto non funzionerà, occorre utilizzare un browser alternativo, come Mozilla Firefox o Google Chrome, oppure – ovviamente – procurarselo da un altro computer e copiarlo su una memoria USB, un CD, ecc.

Come installare Spotify in Ubuntu 12.04 e 12.10

spotify2

Spotify è il più utilizzato servizio di musica in streaming al mondo, e da ieri è disponibilie anche in Italia.

Per fruire della musica di Spotify ci sono app ufficiali per dispositivi mobili, un player web ancora in beta, e applicazioni desktop per MacOS, Windows e Linux.

La versione per Linux è ancora in versione sperimentale (preview), e viene fornita al momento solo per Debian/Ubuntu, su cui può essere installata con i seguenti semplici passi:

Aprire, dalla Dash di Unity, Sorgenti Software, cliccare su Altro software, poi su Aggiungi… e inserire:

deb http://repository.spotify.com stable non-free

poi Aggiungi sorgente e Chiudi (in alternativa si può aggiungere la stessa riga nel file /etc/apt/sources.list).

Ora, da una finestra di terminale, aggiungere la chiave pubblica del repository:

sudo apt-key adv --keyserver keyserver.ubuntu.com --recv-keys 94558F59

Infine aggiornare il database dei repository e installare il client:

sudo apt-get update && sudo apt-get install spotify-client

A questo punto la nuova applicazione potrà essere lanciata dalla Dash di Unity come tutte le altre.

Su un altro paio di distribuzioni Linux ho verificato che funziona benissimo la versione per Windows del software installata in Wine.

Via OMG! Ubuntu!/Spotify.

Glances, un nuovo monitor di sistema per Linux

Glances è un nuovo software libero con interfaccia testuale, sviluppato in Python, per monitorare computer Linux e BSD.

Ricorda un po’ top e htop, ma – anche rispetto a quest’ultimo, il più completo dei due – ha parecchie cose in più. Ad esempio visualizza anche l’occupazione dei dischi, il loro throughput, il traffico di rete, e soprattutto evidenzia in colori diversi, a prima vista (come dice il nome stesso) le grandezze che superano soglie predeterminate.

Glances è disponibile nei repository di diverse distribuzioni, ma non ancora in quelli di Ubuntu o Mint, sui quali può essere comunque facilmente installato, ad esempio tramite il gestore di pacchetti Python PyPi. In questo caso i comandi da eseguire sono:

sudo apt-get update
sudo apt-get install python-pip build-essential python-dev
sudo pip install Glances

A questo punto, lanciando il comando glances, vedremo un output simile a questo:

glances

I colori, in scala, dal verde al rosso, evidenziano i valori che superano le soglie d’attenzione.

Alcuni tasti speciali poi permettono di dare alcuni comandi: col tasto A, ad esempio, i processi vengono ordinati automaticamente a seconda di quale è il parametro più critico (CPU, IO o memoria), con C vengono invece ordinati per utilizzo di CPU, con M per occupazione di memoria, ecc. L’elenco completo dei comandi compare premendo il tasto H.

Glances funziona anche in modalità client/server, lanciandolo con glances -s sulla macchina da monitorare, e con glances -c @server su quella nella quale vogliamo visualizzare i dati.

Il comportamento del programma è altamente configurabile tramite il file /etc/glances/glances.conf. Questo file però non sarà presente sul vostro sistema se avete installato tramite PyPi, e in tal caso potrete scaricarne un modello da https://gist.github.com/4647457.

Via Linuxaria.

hey è la tua immagine del profilo nuovo? No, è un virus che arriva via Skype

Si sta diffondendo molto velocemente, da ieri negli USA e da oggi anche in Italia, un nuovo malware. Arriva tramite messaggi dai contatti di Skype che dicono

hey è la tua immagine del profilo nuovo? http://goo.gl/<omissis>?profile=username

o, in inglese,

lol is this your new profile pic? http://goo.gl/<omissis>?img=username

e inducono a cliccare su un link fraudolento che scarica e, sui PC Windows, installa un file (Skype_todaysdate.zip) contenente una variante del già conosciuto trojan Dorkbot, diffusosi tempo fa tramite Facebook. I software antivirus rilevano il worm come TROJ_DLOADER.IF, WORM_DORKBOT.IF o WORM_DORKBOT.DN.

Pare che il malware, una volta installatosi sul PC, possa trafugare credenziali di vari siti, quali Facebook, Twitter, Google, Paypal e altri, ma anche causare problemi alla connessione di rete, oltre che scatenare attacchi DDoS verso altri server.

Può anche essere che – come la vecchia versione di Dorkbot – ad un certo punto il worm disabiliti l’accesso dell’utente ai documenti salvati nel PC, chiedendo un riscatto di $200 entro 48 ore per “liberarli”.

L’attacco è stato segnalato già ieri in Italia da la Repubblica:

Skype, attenzione al nuovo virus “Dorkbot” chiede soldi per i vostri file – Repubblica.it.

Altre informazioni in via di aggiornamento si trovano sul sito di Trend Micro:

Trend Micro – Skype worm spreading fast

Come ripulire il PC

Al momento, dopo vari test con diversi programmi antimalware, pare che lo strumento più efficace sia la scansione con lo scanner online gratuito di Eset, disponibile a questo link:

http://www.eset.com/home/products/online-scanner/

Dopo aver eliminato le tracce del trojan è opportuno controllare le impostazioni della connessione di rete, dove potrebbe aver modificato gli indirizzi dei server DNS.

Come abilitare il visualizzatore PDF di Firefox 15

Delle 3 funzionalità nascoste nel nuovo Firefox 15, probabilmente la più utile è il visualizzatore interno di file PDF. Il visualizzatore di Mozilla infatti (basato su HTML5 e JavaScript) evita di dover lanciare Adobe Reader ogni volta che si vuole leggere un documento PDF, guadagnando in velocità, ed evita i problemi di sicurezza cui molte versioni – soprattutto se datate – del prodotto di Adobe sono soggette.

Per abilitarlo, una volta certi di avere la versione 15 di Firefox, bisogna digitare nella barra dell’indirizzo “about:config” e premere Invio. A questo punto occorre accettare l’avviso sui possibili danni che potremmo causare se non stiamo attenti a quello che modifichiamo, e scrivere nella casella di ricerca “pdfjs.disabled”.

Ora si deve cliccare col tasto destro sull’unico parametro che comparirà nella lista sottostante, e poi su “Imposta”.

A questo punto il visualizzatore è abilitato, per cui basta andare a visitare un sito che ospiti dei documenti in formato PDF per provarlo.

Enable the Built-in PDF Reader in Firefox 15.

Scarica intere cartelle Dropbox sul tuo dispositivo Android

Dropbox è comodissimo per tanti motivi, e con la sua applicazione ufficiale installata sul proprio smartphone o tablet Android si ha a disposizione i propri documenti in qualunque momento. O quasi, perché occorre una connessione dati attiva. E poi, se si ha bisogno di una o più intere cartelle, magari di notevoli dimensioni, la cosa non è agevole.

Folder Downloader for Dropbox – dell’italiano Dario Solera – disponibile su Google Play, risolve proprio questo problema, cioè consente di scaricare comodamente intere cartelle sul proprio aggeggio Android.

Una volta installata l’app e autenticatisi su Dropbox con le proprie credenziali, è sufficiente scegliere la directory da scaricare, tenerci sopra il dito, scegliere “Download to…”, selezionare la destinazione e… aspettare.

Folder Downloader for Dropbox – Android Apps on Google Play.