Deputati pianisti, impronte digitali, scotch e gelatina

Saprete ormai tutti che in parlamento sta per essere introdotto un sistema biometrico per il controllo delle impronte digitali, allo scopo di impedire che sia possibile per qualcuno votare anche al posto di un altro (gli ormai famosi “pianisti”). Non commento sul fatto che la scelta di utilizzare o meno il sistema sia volontaria, né su quello che 19 parlamentari abbiano già detto che non se ne avvarranno (mentre un centinaio si deve ancora pronunciare), ma ho solo qualche dubbio sull’affidabilità del sistema.

E’ già stato ampiamente dimostrato, infatti, che gli apparecchi di rilevazione delle impronte digitali, anche quelli sofosticatissimi (e quindi costosissimi), sono facilmente ingannabili. Solo due esempi:

Punto Informatico: La gelatina inganna gli scanner biometrici

Il Disinformatico: Scanner d’impronte da 44 milioni di dollari battuti dal nastro adesivo

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