Le case discografiche si arrendono al P2P

Al Midem di Cannes, presentando il “Digital Music Report 2009”, in cui risulta chiaramente che (ancora) oggi il 95% della musica scaricata on line è illegale, le major discografiche, insieme alle loro principali associazioni, gettano infine la spugna nella guerra contro il peer-to-peer, i pirati, e tutti quelli che scaricano musica senza pagare. Si sono resi finalmente conto che la strada da seguire è un’altra, rendere disponibili i brani facilmente, a prezzi bassi e senza lucchetti (DRM).

Ecco qualche citazione dei rappresentanti delle major, ma vi consiglio di leggere l’articolo di Repubblica completo.

“Il file sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di ricavi.”

“La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C’è bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing.”

“Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più.”

“Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare liberamente la musica, l’industria potrebbe guadagnare 500 milioni di euro al mese.”

Da Repubblica.it

AGGIORNAMENTO: Consiglio anche di leggere l’interessante commento di Stefano Quintarelli.

Reblog this post [with Zemanta]
Hai trovato interessante questo articolo? Puoi iscriverti ai feed o ricevere i prossimi articoli per email.

Rispondi