Bello rientrare in Italia

Era da un bel po’ che non guidavo all’estero.

Al rientro da un bel giro fino alla splendida Cantabria, dove siamo stati ospiti della Posada Rural Los Taranos, che consiglio vivamente, mi sono sentito già quasi a casa quando abbiamo passato il confine di Ventimiglia. Dopo dieci giorni di guida sulle strade spagnole e francesi non ne potevo più di andare, per esempio, in autostrada sempre alla stessa velocità, con pochissimi limiti diversi dal massimo consentito, e tutte le altre auto che li rispettano! Finalmente, nei primi 20 km di Liguria ci sono tanti cambi di limite come ad attraversare tutta la Spagna e la Francia, e poi tanti divertenti passaggi improvvisi da 130 a 80 km/h. E se provi a fare i 90 dove il limite è 80, ti arrivano da dietro e ti lampeggiano e ti strombazzano e poi… i gesti che fanno dentro l’auto non si vedono.

E poi, nelle città, là tutti si fermano davanti alle strisce pedonali! (Abbiamo visto solo un’auto – anzi, un camper – non fermarsi, e aveva la targa italiana). In Spagna addirittura prima delle strisce c’è una banda bianca come agli stop. Quando ti fermi a lasciar passare un pedone non c’è quel brivido dato dalla consapevolezza che se ti arriva una macchina da dietro quasi certamente ti supera mentre questo attraversa. Che noia!

Pensavo che queste abitudini fossero diffuse solo nei paesi nordici o anglosassoni, ma non è così. Quando leggevo che Francia e Spagna hanno fatto passi da gigante nel ridurre il numero di vittime sulla strada credevo che avrei trovato in giro un sacco di polizia. Invece niente. Come qui. E gli autovelox non sono neanche nascosti, ma tutti ben segnalati. Mah!

Che bello rientrare in Italia!

P.S.: Tra poco metterò le foto del viaggio su Flickr.

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